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Quanto (poco) spende la Regione Calabria per la Disabilità nelle Scuole?

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La Legge Regionale 8.5.1985 n. 27 “Norme per il diritto allo studio“ ha come obiettivo quello di promuovere interventi finalizzati a rendere effettivo il diritto allo studio, rimuovendo gli ostacoli di ordine economico e socio-culturale che limitano la frequenza e l’assolvimento dell’obbligo scolastico e concorrendo all’elevamento dei livelli di scolarità, nella prospettiva dell’educazione permanente.

Così recita l’introduzione del Piano Regionale del Diritto allo Studio A.S. 2018/2019 della Regione Calabria, che è stato approvato con una Delibera del 28 Giugno 2018.

CalabriaL’attuazione del Piano è imposta, per le competenze della Regione, dalle previsioni della Legge Regionale 27/85.


Cosa stabilisce la Legge Regionale 27/85 in tema di disabilità a scuola

  • che la Regione deve assicurare ai minori portatori di handicap l’inserimento nelle normali strutture scolastiche garantendo loro l’assolvimento dell’obbligo scolastico ed ogni possibile facilitazione per la frequenza delle scuole di istruzione secondaria superiore;
  • che la Regione cura il coordinamento dei servizi per l’attuazione del diritto allo studio con i servizi sociali, sanitari, culturali e sportivi.;
  • che la Regione indice ogni 3 anni la conferenza sulle politiche per l’attuazione del diritto allo studio, ai fini dell’individuazione di priorità e di obiettivi da realizzare con apposito piano triennale;
  • che la Regione deve istituire la  Consulta regionale per il diritto allo studio e per l’educazione permanente, quale organismo consultivo dell’Amministrazione regionale;
  • che la Giunta regionale determina annualmente entro il mese di giugno i criteri di ripartizione e provvede alla attribuzione dei fondi ai Comuni (cioè approva il Piano annuale per il Diritto allo Studio);
  • che i Comuni, singoli o associati, sulla base delle proposte dei Consigli di Circolo o di Istituto e dei Consigli Scolastici Distrettuali, deliberanno entro il 15 marzo il piano d’interventi nel settore del diritto allo studio relativo all’anno scolastico successivo, tenendo conto delle priorità fissate dal Programma regionale triennale;
  • che i servizi di assistenza socio-medicopsichica sono effettuati dalle Unità Sanitarie Locali;
  • che per facilitare il pieno inserimento degli alunni portatori di handicaps nella comunità scolastica sono attribuiti strumenti specialistici rispondenti a tal fine;
  • che, a favore dei portatori di handicap,  ai Comuni compete l’attuazione di ogni servizio e strumentazione tecnica idonea a facilitarne la frequenza e l’apprendimento;
  • che, in caso di inadempienza da parte dei Comuni sull’attuazione degli interventi a favore degli alunni delle scuole statali e non statali, la Regione sulla base delle segnalazioni delle scuole interessate, rivolge preciso invito al Comune ad ottemperare ai suoi obblighi nel termine di 60 giorni;
  • inoltre che, trascorso infruttuosamente tale termine la Regione si sostituisce al Comune inadempiente ed assegna direttamente al l’organo gestore della scuola interessata mediante il piano annuale regionale, dell’anno successivo a quello in cui si è verificato l’inadempimento il contributo non utilizzato in favore degli alunni, conguagliandoli con quelli dovuti, per lo stesso anno. La sostituzione della Regione al Comune inadempiente si ripete d’ufficio fino a quando il Comune stesso non si fa carico con atto formale di provvedere a tutti gli interventi spettanti nello esercizio delle funzioni attribuitegli.
  • infine che i fondi destinati ai Comuni per gli interventi previsti a favore delle disabilità possono essere accreditati direttamente alle istituzioni scolastiche beneficiarie, previa formale autorizzazione da parte dei comuni medesimi.

scuola-675-1La gestione dei fondi destinati alle disabilità, quindi, è notevolmente complessa ed inefficiente, considerati i tempi necessari per l’effettiva e concreta erogazione dei servizi. Ne avevamo già parlato.


Quanto spende la Regione Calabria per le disabilità nelle scuole?

Il Piano Regionale per il Diritto allo Studio 2018-2019 stabilisce il totale dei fondi destinati al Diritto allo Studio (solo € 4.410.000 per una popolazione scolastica di quasi 276.000 persone!). I fondi vengono ripartiti  in base alla popolazione scolastica di ogni provincia:

  • Catanzaro: € 796.308,85;
  • Cosenza: € 1.536.684,20;
  • Crotone: € 435.683,28;
  • Reggio Calabria: € 1.262.453,34;
  • Vibo Valentia: € 378.870,32

Ma non sono ancora questi i fondi per la disabilità. Per l’erogazione di servizi di assistenza ai disabili e acquisto/utilizzo di ausili, sono destinati fondi per il 50% del totale. Parliamo quindi di € 2.205.000 sul totale del territorio regionale, da ripartire sulle varie province. Così:

  • Catanzaro: € 398.154;
  • Cosenza: € 768.342;
  • Crotone: € 217.842;
  • Reggio Calabria: € 631.227;
  • Vibo Valentia: € 189.435.

Proprio al Servizio di Assistenza Specialistica a favore dei disabili la Regione Calabria dedica una sezione apposita del Piano, specificando che, considerata l’esiguità delle risorse disponibili…

“Per l’annualità 2018… Alla luce delle rendicontazioni e delle relazioni pervenute, sarà assegnato un fondo a ciascun comune, sede di dirigenza scolastica, determinato utilizzando il seguente parametro: max € 800,00 per ogni alunno disabile certificato, sulla base delle risorse disponibili e del numero complessivo degli alunni disabili certificati. Il contributo è finalizzato alle spese relative all’assistenza specialistica e, in casi urgenti, all’acquisto di sussidi didattici e attrezzature particolarmente onerose, per l’integrazione alunni con disabilità grave”.

Il di più sarebbe a carico dei Comuni, obbligati (non solo per legge ma anche da sentenze) a provvedere all’attuazione dei servizi, dovendosi barcamenare tra una farraginosa gestione dei flussi di informazioni, un difficile reperimento di fondi propri e la puntuale e efficiente fornitura dei servizi alle famiglie. Noi stiamo monitorando la situazione in Provincia di Vibo Valentia.


Eh già… le famiglie

Le grandi assenti dal contatto e dalla collaborazione con le istituzioni che, esse stesse, stabiliscono chi deve fare che cosa, senza dovere di interpello a chi direttamente è coinvolto come caregiver di un disabile. Soprattutto con Autismo.

autismo metodo aba 1-2E così si verifica che, puntualmente, molte famiglie calabresi (quelle che possono, si intende) devono mettere mano al portafogli e provvedere autonomamente ad un servizio indispensabile, come quello specialistico di assistenza all’autonomia e alla comunicazione per le persone con autismo, fin dal primo giorno di scuola.


Cosa si fa con 800 euro (e anche di meno) in un anno scolastico intero?

Sì. Partiamo da “e anche meno” di 800 euro. L’anno scorso (l’A.S. 2017/208) ad alunni e studenti calabresi disabili (quelli comunicati, pervenuti e rendicontati, ovviamente) sono stati spesati meno di 800 euro per l’intero ciclo annuale. Il Piano Regionale per il Diritto allo Studio 2017/2018 infatti ne aveva attribuito, ciascuno, solo € 503. Qui c’è la ripartizione. E infatti molte famiglie, quelle nei Comuni meno disattenti, si son potute accontentare di per 1 ora e mezzo di Assistente alla Comunicazione per il proprio figlio. A settimana, non al giorno.


Tante piccole, grandi colpe

Che sommate diventano un danno, reale, per le famiglie, per le persone con autismo. Perchè in autismo non ci sono vie di mezzo. Se non fai bene, fai male. E basta.

La Regione

  • Il Piano Regionale per il Diritto allo Studio 2018-2019 è stato approvato senza che esistesse la programmazione triennale prevista dalla Legge Regionale 27/85;
  • Alla delibera NON ha partecipato l’assessore ai servizi e politiche sociali. Era assente;
  • Sempre il Piano Regionale riporta che la Consulta non è mai stata costituita e quindi l’adozione di questo importante strumento di programmazione è priva di una garanzia di qualità (non solo per i disabili);
  • Il Piano specifica che di più non si può fare perchè le risorse sono esigue. Ma non si può resistere alla tentazione e diviene troppo facile fare un confronto proporzionale con le spese annuali del Consiglio Regionale (58 milioni) o con quelle per il personale della Giunta Regionale (115 milioni) o della Sanità, che dovrebbe comprendere anche i servizi di diagnosi e trattamento secondo le Linee Guida (oltre 3 miliardi) . Senza contare che il Settore dell’Istruzione fa capo, scoordinatamente, al Dipartimento Turismo della Regione Calabria.

I Comuni

  • Non tutti i Comuni approvano il Piano Comunale per il Diritto allo Studio, ogni anno;
  • Alcuni non hanno attivo neanche il servizio sociale e quindi la raccolta ed il monitoraggio dei dati sulla disabilità nelle scuole;
  • Altri ancora ignorano le modalità di trasmissione dei dati per le richieste di contributo alla Regione Calabria per i servizi di assistenza specialistica;
  • Molti che continuano a gestire in via autonoma il servizio affidandolo a cooperative o associazioni che non vengono messe a conoscenza del tipo di disabilità da affrontare, fino a che non si interfacciano direttamente con le Scuole (e che gli alunni).

Le Scuole

Troppo spesso impegnate in altri rispettabilissimi progetti, non mirano efficientemente a programmi di concreta inclusione sociale e spesso neanche alla raccolta dei dati da trasmettere ai Comuni per le richieste specifiche a favore dei disabili, anche in situazione di gravità.

Le ASL

Le grandi assenti dalla scena della programmazione e della gestione dei servizi socio-educativi e sanitari nelle scuole…

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E’ per questo che…

… continuiamo a sollevare la questione di una rapida approvazione di una Legge Regionale sull’Autismo, secondo la proposta in emendamento presentata dal Comitato Uniti per l’Autismo Calabria al Consiglio Regionale.

E che è in attesa di risposte da 5 mesi….


Intanto la Regione Calabria avrebbe deliberato a favore degli studenti disabili delle scuole superiori

Lo riporta una nota dell’Assessore Regionale all’istruzione del 21/09/2018. Il trasferimento di fondi nazionali dovrebbe consentire di aumentare le somme disponibili per gli studenti delle scuole superiori. Al momento non sappiamo quanto e soprattutto quando potranno essere attivati i servizi.

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