Dietro ogni storia c’è una verità semplice: non chiediamo favori, chiediamo diritti. Non chiediamo eccezioni, chiediamo continuità. Non chiediamo di essere guardati con pietà, ma con rispetto. Ogni persona con autismo ha capacità immense, ma deve essere messa nelle condizioni di viverle, non di difenderle con fatica.
Per questo, oggi più che mai, ribadiamo il nostro manifesto:
- Autismo significa persona, non emergenza. Non un problema da “gestire”, ma una vita da accogliere e riconoscere.
- Continuità, non frammenti. Un Progetto di Vita non può essere acceso e spento come una lampadina. Serve stabilità, serve coerenza, serve tempo.
- Istituzioni presenti, non assenti. La legge c’è, ma non basta scriverla: va attuata. Le famiglie non devono bussare ogni giorno per ottenere ciò che è già previsto.
- Visibilità che dà dignità. L’autismo non è spettacolo né invisibilità. È parte della vita sociale, e come tale deve abitare le scuole, le piazze, le comunità.
- Comunità che cammina insieme. Nessuno deve restare spettatore. Fratelli, sorelle, compagni di classe, cittadini: l’inclusione è un cammino collettivo.
Questo 2 aprile è fatto di gesti concreti: una corsa che diventa visibilità, un muro che si trasforma in libreria, una bicicletta che permette di pedalare abbracciati. Non simboli effimeri, ma azioni reali, capaci di trasformare la quotidianità.
Perché la consapevolezza non è un evento, è un processo. Non è un messaggio da postare, è una scelta da vivere. Non è un giorno, ma tutti i giorni.
Noi di io autentico OdV crediamo che una società che accoglie le persone con autismo non faccia un favore a pochi, ma costruisca futuro per tutti. Perché inclusione significa comunità, e comunità significa dignità condivisa.
Noi ci siamo. Non solo oggi, ma sempre.

