
di Enrico Mignolo
Macché speciali! Non c’è nulla di speciale in ognuna delle caratteristiche di ogni persona. Non possiamo continuare a rischiare che la consapevolezza sociale e i sistemi di supporto alle persone con disabilità siano basati sul pietismo. Lo diciamo da genitori di Persone con Autismo.

E’ il momento di smettere di parlare di persone speciali riferendosi alle Persone con Disabilità. La Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità deve richiamare non alla Disabilità in particolare ma, piuttosto, e fortemente, al tema della condizione di disabilità di una persona, che non dipende dalle sue specifiche caratteristiche quanto, invece, dalle qualità del contesto di vita in cui è inserita, dai servizi alla persona disponibili sul territorio, dalle occasioni di autodeterminazione che vengono rese disponibili ed attuabili per tutti e per ognuno. Abbiamo voluto fortemente la proiezione di quest’opera e soprattutto il confronto con gli studenti, perchè non abbiamo voluto raccontare la storia vera (e non romanzata) di una sola Persona che ce l’ha fatta. Abbiamo voluto raccontare la storia di un intero contesto sociale che funziona, del Quartiere 4 di Firenze, insieme a Filippo Zoi.

L’occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità 2023 si è trasformata in due incontri concreti in cui Filippo Zoi, giovane ventisettenne con Autismo, fiorentino, insieme alla sua famiglia, hanno raccontato la quotidianità di una Persona con Disabilità, divenuta ordinarietà nel Quartiere 4 della Città di Firenze.
Filippo è un artista autodidatta che, grazie al suo talento, proprio perchè coltivato da lui stesso, dai suo genitori Enrico e Raffaella, da sua sorella Irene e dal suo intero quartiere, è divenuto una Persona autonoma nella sua vita, libera nella sua capacità di scelta, partecipe alla vita sociale, e che attualmente è avviato verso un percorso di ricerca di inclusione lavorativa.

Due giornate intense di confronto e costruzione con 700 studenti delle scuole medie e superiori provenienti dall’intera provincia di Vibo Valentia: sono state quelle in cui io autentico OdV ha ospitato il docufilm pluripremiato dai festival internazionali “I mille cancelli di Filippo”, diretto da Adamo Antonacci e prodotto da Larione10 di Alessandro Salaorni.
La due giorni organizzata da io autentico OdV, dopo ogni proiezione, ha visto confrontarsi sui temi dell’inclusione concreta Enrico Zoi, scrittore e padre di Filippo Zoi, il produttore Alessandro Salaorni, lo stesso Filippo Zoi, in collegamento da Firenze insieme a sua madre Raffaella, con Francesca Iorfida ed Enrico Mignolo e gli studenti e i docenti delle scuole coinvolte: ben 14 dell’intera Provincia di Vibo Valentia.
La condizione di disabilità è un fattore contestuale. Il problema è che non ci piace sentircelo dire.
Ma ce lo dobbiamo dire.
Anche una persona senza alcuna disabilità potrebbe (e capita spessissimo) essere in condizioni di disabilità se il contesto sociale in cui vive non supporta ed alimenta le sue possibilità. Questa iniziativa è in realtà un rinnovato appello alle istituzioni sociali e sanitarie, alle scuole, al mondo produttivo, lavorativo ed economico di voler puntare anche e soprattutto sulle Persone con Disabilità e Autismo non in ottica assistenzialistica ma con spirito di supporto e promozione dei valori della nostra Costituzione e della Convenzione ONU dei Diritti dell’Uomo e della Donna e di quella dei Diritti delle Persone con Disabilità. E’ il momento di puntare al supporto di ogni Persona, anche con Disabilità, rapportandosi alla sua dignità di uomo o di donna, alle sue aspettative, parte delle prospettive di crescita di ogni contesto. E’ un percorso che abbiamo avviato noi di io autentico OdV da diversi anni per dimostrare che sono i contesti a potercela fare, perchè sono fatti di persone che si scambiano opportunità.





Rincorretelo questo docufilm, andate a vederlo, ovunque sia, perchè esso stesso è un’opportunità.

La passione di Filippo per i cancelli è soprattutto una metafora sul percorso di ognuno di noi. E nasce da una storia vera, non da un romanzo.
La vita in itinere di Filippo, come quella di tutti, è un susseguirsi di cancelli che si aprono e si chiudono, di opportunità che arrivano e si colgono o che si perdono inesorabilmente per strada, di talento agguantato, di impegno (suo, della sua famiglia, della sua città, certamente): sliding doors che capitano a chiunque.
Per questo non è speciale la sua vita. Ma è di valore, come tutte quelle degli altri.
Siamo tutti wannabe.
Anna Maria Tedesco, Docente dell’ITI di Nicotera, ad esempio, intervenendo nel confronto insieme ad Enrico Zoi ed Alessandro Salaorni, lo ha voluto chiarire con un’affermazione decisa: “Neanche il mio lavoro di supporto ad Andrea è speciale, solo perchè sono il suo docente di Italiano”. Perchè neanche Andrea è speciale: Andrea è un giovane adolescente con autismo che fa il suo percorso scolastico e, se proprio lo volete sapere, è anche studente di trombone a coulisse al Conservatorio Cilea di Reggio Calabria. Questo fa di lui solo l’esempio di una persona che vuole perseguire le sue aspettative. Stop.
Non c’è niente di speciale a (voler) essere normale. Lo dicevano più o meno anche alla radio. No?











[…] Andrea Lotorto, trombonista, si esibirà Giovedì 12 Settembre sul palco del Teatro degli Eroi, a partire dalle 18, nella sezione Aut Talent, subito prima della proiezione serale de I mille cancelli di Filippo (Zoi). […]