La Persona con Autismo ha diritto, giร dal 2000, al proprio Progetto Individuale di Vita, che deve essere predisposto dal Comune di Residenza sulla base della necessitร evidenziate dalla famiglia.
Riepiloghiamo quali sono i princรฌpi fondamentali della normativa e come redigere al meglio la Domanda, al fine di dare al Comune la possibilitร di predisporre l’ottimale Progetto Individuale di Vita, coerente con le necessitร della Famiglia.
La Legge 328/2000
La Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali prevede che affinchรฉ si ottenga in pieno lโintegrazione scolastica, lavorativa, sociale e familiare della persona con disabilitร , i singoli vari interventi di integrazione/inclusione siano tra loro coordinati, non solo per evitare inefficaci sovrapposizioni, ma soprattutto per indirizzare meglio lโinsieme di tali interventi verso unโadeguata risposta alle particolari ed individuali esigenze della persona beneficiaria.

Il principale strumento รจ quello della predisposizione di progetti individuali per ogni singola โpersona con disabilitร fisica, psichica e/o sensoriale, stabilizzata o progressiva (art. 3 L. 104/92)โ, attraverso i quali poter creare percorsi personalizzati per ciascuno in cui i vari interventi siano coordinati in maniera mirata, massimizzando cosรฌ i benefici effetti degli stessi e riuscendo, diversamente da interventi settoriali e tra loro disgiunti, a rispondere in maniera complessiva ai bisogni ed alle aspirazioni del beneficiario.
Il Progetto Individuale di Vita
Nell’ambito delle risorse disponibili in base ai piani di cui agli articoli 18 e 19, il progetto individuale comprende, oltre alla valutazione diagnostico-funzionale, le prestazioni di cura e di riabilitazione a carico del Servizio sanitario nazionale, i servizi alla persona a cui provvede il comune in forma diretta o accreditata, con particolare riferimento al recupero e all’integrazione sociale, nonchรฉ le misure economiche necessarie per il superamento di condizioni di povertร , emarginazione ed esclusione sociale. Nel progetto individuale sono definiti le potenzialitร e gli eventuali sostegni per il nucleo familiare.

Cosa deve fare il Comune

Il Comune partecipa al Sistema Integrato dei Servizi Sociali (nel caso dei disabili) attraverso: misure economiche per favorire la vita autonoma e la permanenza a domicilio di persone totalmente dipendenti o incapaci di compiere gli atti propri della vita quotidiana; misure per il sostegno delle responsabilitร familiariโฆ per favorire l’armonizzazione del tempo di lavoro e di cura familiare; interventi per la piena integrazione delle persone disabili ai sensi dell’articolo 14; realizzazione, per i soggetti di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, dei centri socio-riabilitativi e delle comunitร -alloggio di cui all’articolo 10 della citata legge n. 104 del 1992, e dei servizi di comunitร e di accoglienza per quelli privi di sostegno familiare, nonchรฉ erogazione delle prestazioni di sostituzione temporanea delle famiglie; interventi per le persone anziane e disabili per favorire la permanenza a domicilio, per l’inserimento presso famiglie, persone e strutture comunitarie di accoglienza di tipo familiare, nonchรฉ per l’accoglienza e la socializzazione presso strutture residenziali e semiresidenziali per coloro che, in ragione della elevata fragilitร personale o di limitazione dell’autonomia, non siano assistibili a domicilio; prestazioni integrate di tipo socio-educativo per contrastare dipendenze da droghe, alcol e farmaci, favorendo interventi di natura preventiva, di recupero e reinserimento sociale; informazione e consulenza alle persone e alle famiglie per favorire la fruizione dei servizi e per promuovere iniziative di auto-aiuto.
In Calabria c’รจ la Legge Regionale 23/2003

La Legge Regionale 23/2003 ha recepito la disciplina stabilita dalla normativa nazionale, attraverso la previsione del Sistema Integrato di Interventi e Servizi Sociali.
I livelli essenziali delle prestazioni sociali sono definiti nel Piano regionale degli interventi e dei servizi sociali, che li caratterizza in termini di sistema di prestazioni e servizi sociali, idonei a garantire cittadinanza sociale e qualitร di vita alle persone e alle famiglie, nonchรฉ pari opportunitร e tutela ai soggetti piรน deboli.
Ma…
Il Piano Regionale degli Interventi e dei Servizi Sociali, nella sua programmazione 2018-2020 non prevede specifici interventi di inclusione attiva dei disabili, ai sensi dei principi stabiliti dalla normativa nazionale.
L’unico adottato, infatti, riguarda le LINEE DโINDIRIZZO PER LโATTIVAZIONE DI CONTRASTO ALLA POVERTAโ E DI INCLUSIONE SOCIALE ATTIVA – PIANO POVERTAโ 2018-2020 REGIONE CALABRIA (REI, REIC e SIA solo marginalmente si occupano di disabilitร e piani di vita autonoma).
Pertanto, nella predisposizione della domanda, รจ utile ed indispensabile fare comunque riferimento alla normativa nazionale.
La Domanda di Progetto Individuale di Vita

Per predisporre un efficace piano individuale dei vari interventi di integrazione/inclusione occorre fornire al Comune lโopportunitร di effettuare una analisi il piรน possibile completa di tutte le variabili, oggettive e soggettive, che ruotano attorno alla persona con autismo, non in unโottica di intervento medico (come quella generalmente adottata nella presa in carico da parte delle ASP).
Questo significa includere elementi riguardanti:
- situazione sanitaria personale;
- situazione economico/culturale/sociale/lavorativa della persona con disabilitร in rapporto anche al proprio contesto familiare e sociale;
- situazione relazionale/affettiva/familiare;
- disponibilitร personale della famiglia, amici, operatori sociali;
- interessi ed aspirazioni personali;
- servizi territoriali giร utilizzati;
- servizi territoriali cui poter accedere nellโimmediato futuro;
- servizi privati non convenzionati giร utilizzati o che si intenda utilizzare nel futuro;
- spesa (certificabile) gravante nella situazione attuale sulla famiglia.
Modello Domanda per minore con disabilitร
Modello di Domanda per maggiorenne con disabilitร (con tutore/amministratore di sostegno)
Modello di Domanda per maggiorenne con disabilitร
Gli allegati
Alla domanda devono essere allegati, in via obbligatoria, i Certificati (in corso di validitร ) di Invaliditร e di Handicap delle Commissioni ASL/INPS, per attestare lo stato di diritto al Progetto Individuale di Vita.

Al fine di consentire al Comune la migliore valutazione per la predisposizione del Progetto Individuale di Vita, basta sulle necessitร e con il coinvolgimento della Famiglia e dei caregivers che giร supportano la Persona con Autismo, si ritiene altrettanto indispensabile allegare:
- elenco dei servizi e dei progetti cui giร accede il destinatario;
- relazione della figura professionale che, fino ad oggi, ha coordinato i vari interventi a beneficio della Persona con Autismo.
L’elenco dei servizi e dei progetti cui giร accede la Persona con Autismo

E’ un elenco che deve essere il piรน possibile esaustivo e rappresentativo della condizione di vita della Persona con Autismo, in ogni ambito e contesto. Non potrร mancare l’indicazione delle necessitร , delle carenze e delle potenzialitร in termini di: numero di ore, qualitร dei servizi, cumulabilitร con altri tipi di “prestazioni”, eccetera.
Questo allegato deve essere redatto dalla famiglia. E’, praticamente una piccola relazione familiare. Non bisogna dimenticare di inserire anche la necessitร di vere e proprie esperienze (in ambito sportivo, extra-scolastico, lavorativo) cui la Persona con Autismo potenzialmente puรฒ partecipare.
Esempio di Elenco dei Servizi e Progetti
La Relazione del/dei Responsabile/i degli interventi
Puรฒ essere redatta:
– dallโAnalista del Comportamento o Supervisore che coordina e supervisiona tutti gli interventi terapeutici (psicomotricitร , logopedia, cognitivo-comportamentale, occupazionale, ecc.)
– oppure dal NPI privato (o della struttura pubblica) che coordina e supervisiona tutti gli interventi terapeutici (psicomotricitร , logopedia, cognitivo-comportamentale, occupazionale, ecc.);
– dai singoli professionisti (TNPEE, Logopedista, Educatore, Psicoterapeuta) se gli interventi non sono formalmente coordinati da nessun altro.

La relazione deve ovviamente indicare la storia sin dalla presa in carico, lโevoluzione, la situazione attuale e la sua ottimale evoluzione attraverso il potenziamento di specifici interventi, anche e soprattutto non tipicamente terapeutici.
Puรฒ essere utile allegare le relazioni delle strutture che periodicamente aggiornano la diagnosi.
Dopo la presentazione della Domanda. Che succede?
Il Comune entro 30 giorni deve nominare il Responsabile del Procedimento che si dovrร occupare della predisposizione del Progetto, avendo cura di informare la Famiglia e, soprattutto, di coinvolgerla attivamente in una serie di incontri (anche con i professionisti di riferimento) per redigere (e successivamente prevedere gli interventi) il Progetto Individuale di Vita.
La mancata comunicazione di avvio del procedimento entro 30 giorni della domanda puรฒ costituire causa di ricorso al TAR per ordinare al Comune di provvedere.
Qualora il Comune non provveda ulteriormente, il Funzionario/Dirigente Responsabile dei Servizi Sociali รจ deferito alla Procura della Repubblica per violazione dellโart. 328 del Codice Penale (Omissione di Atti di Ufficio) – Sentenza del Tar Catania n. 559/2019.
Il Comune non sa cosa fare e chiede aiuto
Anffas ha pubblicato, per ogni Regione, le linee guida per la predisposizione della domanda da parte della Famiglia e anche le Linee guida per la redazione del Piano da parte dei Comuni.
Partecipare
Partecipare attivamente alla predisposizione del Progetto da parte della Famiglia รจ un elemento essenziale per il soddisfacimento delle necessitร . Pertanto, anche in questa attivitร , le Famiglie sono ancora una volta il motore del welfare dei propri familiari con autismo.


[…] utilizzano mezzi pubblici anche con il supporto degli operatori ADI attivi nell’ambito dei Progetti di Vita ex L. 328/2000 nel frattempo attivati dai Comuni piรน […]
[…] Il Progetto di Vita รจ un istituto giuridico ed amministrativo, attivabile a domanda dell’interessato, coperto da finanziamenti plurimi e “ordinari”, giร previsto dai fondi per le politiche sociali e da quelli per le politiche sanitarie e che deve essere obbligatoriamente avviato, predisposto e realizzato, per favorire la piena partecipazione della Persona con Disabilitร attraverso il suo migliore sviluppo, come forma di giusta determinazione, in applicazione di quanto previsto dalla Convenzione ONU dei Diritti delle Persone con Disabilitร . […]
[…] Il Comune di Spilinga, capofila dell’Ambito Territoriale Sociale che raggruppa 16 comuni costieri della Provincia di Vibo Valentia, si dota finalmente della piattaforma di progettazione Matrici Ecologiche messa a punto dai professionisti di Anffas Onlus nazionale e Consorzio La Rosa Blu, per gestire la predisposizione e realizzazione dei Progetti di Vita per le persone con disabilitร , previsti dall’art. 14 della Legge 328/2000. […]
[…] di una superficiale lettura ed interpretazione di una norma invece molto chiara che specifica che il Progetto di Vita รจ un istituto giuridico ed amministrativo, attivabile a domanda dell’interessato, coperto da finanziamenti plurimi e “ordinari”, giร previsto […]
[…] fondato sulla personalizzazione attraverso il ricorso e la diffusione dello strumento del Progetto di Vita ex L. 328/2000, coerente anche al disposto della L. 162/98, per le persone con […]